Presso il Polidiagnostico CMN è possibile effettuare la PET-TC con PSMA,   un nuovo radiofarmaco per la diagnosi del tumore alla prostata. Il radiofarmaco costituito dalla molecola PSMA,  ci consente nuovi progressi nel campo della diagnostica oncologica perché è in grado di fornire informazioni  precise e dettagliate sul tumore della prostata.  

La PET-PSMA è efficace:

  • nell’individuare il tumore prostatico
  • nella stadiazione e nella ristadiazione dei pazienti già trattati
  • per importanti informazioni sulla valutazione della risposta terapeutica.

Si può usare anche con  valori di PSA bassi dove sembra essere più  preciso rispetto alla PET-COLINA.

Che cosa è la la PET? 

Con PET (Tomografia ad emissione di positroni) si intende una tecnica diagnostica di Medicina Nucleare ampiamente utilizzata in ambito oncologico, che, attraverso la somministrazione di un radiofarmaco e la successiva acquisizione di immagini, è in grado di fornire informazioni particolarmente precise e dettagliate su organi e tessuti.

L’introduzione di un nuovo radiofarmaco costituito dalla molecola PSMA radiomarcata, ha consentito nuovi progressi nello studio del tumore della prostata.

Come funziona la PET?

La PET è un esame semplice, non invasivo e sicuro. Il paziente viene fatto distendere sul lettino in posizione supina, dopo essere stato sottoposto ad iniezione endovenosa del radiofarmaco a livello dell’avambraccio.
I radiofarmaci sono composti da una molecola, che traccia il processo metabolico in esame, e da una particella radioattiva a cui questa si lega che, attraverso le radiazioni emesse, consente allo strumento di seguirne la distribuzione nell’organismo.

Una volta che il radiofarmaco è entrato nell’organismo, infatti, emette delle radiazioni che consentono al medico di seguirne il cammino attraverso gli organi, come se fosse una lampadina accesa. Al paziente viene chiesto di rimanere immobile e una speciale apparecchiatura – chiamata tomografo – esamina tutto il corpo registrando le radiazioni emesse dal paziente e producendo le immagini visibili sul computer, che successivamente vengono studiate dallo specialista.

Ogni radiofarmaco utilizza una molecola specifica che segue una particolare via metabolica permettendo lo studio di determinate cellule tumorali.

PET con PSMA:  un radiofarmaco innovativo per il tumore della prostata

PSMA è una metodica che garantisce una maggiore precisione nello studio di questa patologia: il PSMA, infatti, è un antigene di membrana specifico per la prostata, presente in grande quantità sulla superficie delle cellule tumorali della neoplasia prostatica e quindi è un marker ideale per individuare le cellule tumorali attraverso la PET. Marcando dunque questo antigene  le sedi di malattia metastatica possono essere individuate con precisione e più precocemente,

La PET con PSMA può essere richiesta dallo specialista sia in fase di stadiazione per la malattia prostatica con rischio intermedio o alto, che durante il follow-up dopo prostatectomia o radioterapia in caso di incremento del valore del PSA. 

Quando è indicato eseguire una PET-PSMA?

La PET-PSMA in teoria può essere utilizzata in tutte le fasi del tumore prostatico essendo la proteina PSMA espressa in quantità aumentate quasi esclusivamente nelle cellule cancerose di origine prostatica.
Tuttavia, occorre fare chiarezza dividendo le fasi della patologia come segue.

Stadiazione

Tumore della prostata noto ma non ancora eseguita una terapia eradicante (chirurgia o radioterapia). In questa fase della malattia l’utilità della PET-PSMA non è ancora stata dimostrata e il numero di studi scientifici internazionali è ancora limitato. Attualmente, la letteratura considera la Risonanza Magnetica multiparametrica la più efficace metodica di diagnostica per immagini nella stadiazione del tumore della prostata, soprattutto in caso di forme neoplastiche aggressive. 

Ristadiazione

Aumento del valore del PSA in pazienti già trattati in passato con terapia eradicante (chirurgia o radioterapia). Quando si registra un rialzo del PSA dopo una terapia eradicante vengono utilizzati dei nomogrammi, cioè delle combinazioni di parametrici clinici e laboratoristici del paziente, che permettono di ottenere una stima della probabilità che la malattia sia limitata o diffusa nell’organismo. Tuttavia, non sono in grado di dirci dove sia localizzata la recidiva della malattia e qual’è il numero esatto dei siti di recidiva. Per questo abbiamo bisogno di metodiche di diagnostica per immagini che, come in una fotografia, ci possano aiutare a identificare il numero e la sede delle precise localizzazioni del tumore
della prostata in ogni paziente, per potergli suggerire una terapia mirata. Purtroppo, in questo momento, le metodiche cosiddette “convenzionali” e cioè l’ecografia, la TC, la Risonanza Magnetica e la scintigrafia ossea hanno dimostrato una bassa accuratezza nell’identificare le localizzazioni della malattia. La PET-Colina si è dimostrata essere un esame più accurato tuttavia con risultati ancora subottimali quando i valori del PSA sono bassi (ad esempio PSA<1,0 ng/mL
dopo prostatectomia). Poiché è preferibile iniziare un trattamento quando i valori del PSA sono ancora bassi, è indispensabile avere a disposizione una metodica di diagnostica per immagini che ci permetta di “fotografare” la malattia nelle sue fasi di iniziale ripresa.
La PET-PSMA ha dimostrato una maggiore accuratezza rispetto alla PET-Colina, soprattutto per valori di PSA bassi, rivelandosi così un utile strumento diagnostico in questa fase della malattia.

Monitoraggio di pazienti con tumore resistenti alla terapia ormonale

Nelle fasi più avanzate della malattia molti pazienti che inizialmente traggono beneficio dalla terapia ormonale sviluppano una resistenza a questi farmaci. Non sono ancora presenti dati sufficienti nella letteratura internazionale riguardo
all’utilità della PET-PSMA in questo stadio della patologia. Tuttavia alcuni autori suggeriscono che la PET-PSMA può fornire utili informazioni riguardo alla risposta del paziente a determinate terapie farmacologiche e quindi potrebbe
aiutare il medico nel decidere se continuare o sospendere il trattamento in corso.

Cosa mi devo aspettare dal referto di una PET-PSMA?

Il medico nucleare, attraverso il referto, può segnalare la presenza di una o più aree in cui il PSMA si accumula, come per esempio un linfonodo, la porzione di un osso, una parte della prostata (nel caso non sia stata asportata chirurgicamente), ecc., sospette per la presenza di cellule cancerose di origine prostatica. Sulla base del referto e di concerto con le informazioni cliniche del paziente, il medico specialista può proporre la terapia più indicata che sia diretta contro le aree segnalate alla PETPSMA (radioterapia, terapia ormodiagnostica / Tumore della prostata, chirurgia, ecc.) oppure consigliare ulteriori accertamenti (RM della pelvi, biopsia di un linfonodo, ecc.). Il referto può anche non mettere in evidenza alcuna area di iperaccumulo del PSMA, in questo caso si parla di falso negativo, ed è da imputare a una limitazione della metodica stessa se il tumore è noto e il PSA è elevato.

Chi valuta e decide se ho bisogno di eseguire una PET-PSMA?

Il medico specialista, in particolare urologo, radioterapista oppure oncologo, al corrente della storia clinica del paziente.

La PET-PSMA è pericolosa per il paziente?

La PET-PSMA non è pericolosa, la quantità di radioattività iniettata è esigua e la dose che riceve il paziente è paragonabile a quella di altri esami che utilizzano radiazioni come, per esempio, una TC. I composti radioattivi utilizzati negli esami PET sono eliminati rapidamente dall’organismo, generalmente in poche ore.
Non sono mai state descritte fino ad ora intolleranze ai radiofarmaci specifici per il PSMA.

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